Il giorno 17 gennaio 2015 si è tenuto presso la sala convegni della Fondazione PescarAbruzzo, l’incontro dibattito sul tema “Le città territorio: il ruolo nella pianificazione strategica di Abruzzo 2020“. Nell’occasione è stata presentata e descritta la prima fase della ricerca “Abruzzo 2020 Visione strategica del territorio regionale“, curata dal Roberto Mascarucci e dai ricercaturi Aldo Cilli e Luisa Volpi e pubblicata da Sala editori nel mese di Dicembre 2014.

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Si riporta l’articolo sull’evento pubblicato dallo Studio D’Ercole:
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“Si è svolto oggi a Pescara, presso la Sala Convegni della Fondazione PescarAbruzzo, un importante incontro-dibattito sulla città e il territorio: il ruolo nella pianificazione strategica di Abruzzo 2020, con la presentazione di un libro del Prof. Roberto Mascarucci, con gli architetti Aldo Cilli e Luisa Volpi. (ABRUZZO 2020 – Visione strategica del territorio regionale – SALA Editori, Pescara 2014). Le città sono sempre più al centro dell’attenzione perché in esse si sviluppa la forza creativa e propulsiva per la crescita dei territori.

I lavori sono stati condotti da Luciano La Penna, Sindaco di Vasto e Presidente Regionale ANCI, che ha subito ribadito che la crisi economica sta portando sempre più a ripensare in chiave strategica la pianificazione territoriale.

Dopo il saluto di Marco Alessandrini, Sindaco di Pescara, il primo intervento per la presentazione del quaderno ABRUZZO 2020 è stato quello dell’Arch. Aldo Cilli che ha evidenziato come l’attuale apparato normativo non corrisponda più alle fenomenologie di trasformazione del territorio, sollecitando subito la politica a rinnovare l’attuale assetto normativo per renderlo più attinente alle trasformazioni socio-economiche in corso. Superamento della cultura del vincolo, nuovo ruolo delle città intermedie della nostra regione e aggregazione di comuni, sono gli ingredienti di base su cui cominciare a operare.

Il Prof. Roberto Mascarucci ha poi sollecitato una nuova programmazione dei fondi strutturali regolato da un preciso disegno di progetto per poter massimizzare gli effetti della spesa pubblica, evitando gli interventi a pioggia generati dalla semplice disponibilità di risorse finanziarie. Oggi l’Ente Pubblico non può sostituirsi al privato, ma deve sicuramente garantire tutte le pre-condizioni per lo sviluppo dei territori. La tipizzazione delle città intermedie, inoltre, non deve essere più regolata dalla soglia di popolazione, ma deve essere determinata dalle funzioni e dal ruolo che la città stessa svolge nel territorio; quindi valorizzazione delle caratteristiche morfologiche e spaziali. Semplicità, pertinenza e realismo sono le parole-chiavi da utilizzare nella nuova pianificazione.

E’ stata poi la volta dell’On. Massimo Paolucci, Eurodeputato della Commissione Ambiente, che ha subito evidenziato la necessità di superare l’illusione che ci possa essere sviluppo senza qualità urbana! La qualità urbana è un elemento generatore dello sviluppo urbano.

Il Presidente della Fondazione Prof. Nicola Mattoscio, nella sua qualità di Ordinario di Economia Politica dell’Università D’Annunzio, nell’evidenziare la drammaticità dei livelli occupazionali e limiti di crescita del nostro Paese, ha ribadito che non è più rinviabile la soluzione dei problemi strutturali che attualmente affligge l’Europa. In tale quadro risulta necessaria l’aggregazione della città intermedie della nostra regione.

Infine il Prof. Piergiorgio Landini ha ribadito che molto spesso la programmazione urbanistica delle città è stata slegata dalle dinamiche economiche dei territori.

Gli interventi programmati si sono conclusi con l’intervento di Luciano D’Alfonso, Governatore della Regione Abruzzo, che ha subito ribadito che per organizzare il territorio del futuro non è possibile utilizzare i vecchi strumenti. Questo perché è cambiato il concetto stesso di spazio: non esistono più le categorie ottocentesche, ma nuove relazioni che vanno al di là dei limiti e vincoli dell’anagrafe. Ha ribadito poi l’importanza della “connettività” del territorio quale fattore strategico di crescita, sviluppo dei flussi relazionali e non semplice “gonfiezza” dei numeri. Infine ha evidenziato le azioni che la Regione Abruzzo sta portando avanti per lo sviluppo della nuova programmazione.

Nella seconda parte dei lavori, vi è stato un dibattito aperto sui territori e sulle prospettive di sviluppo. Il primo intervento è stato quello di Giovanni Di Pangrazio, Sindaco di Avezzano, Francesco Mastromauro, Sindaco di Giulianova, Giuseppe Ranalli, Sindaco di Sulmona e Mario Pupillo, Sindaco di Lanciano. Tutti hanno concordato sulla necessità di superare le vecchie logiche di programmazione per utilizzare nuovi strumenti capaci di traghettare la Regione Abruzzo verso il palcoscenico della nuova Europa del 2020.

Vi è stata, inoltre, la presenza di Giuseppe Di Pangrazio, Presidente del Consiglio Regionale e di tantissime altre personalità del mondo dell’economia e della società civile.”